ma che ci posso fare, questi sono i dischi che hanno fatto da colonna sonora alla mia infanzia.
Quand’ero piccino Paul McCartney era il mio mito. La mattina quando mi alzavo per andare a scuola c’era sempre un vinile che suonava in salotto e il risveglio era più dolce.
Ricordo la magica coppia Paul-Linda, lui musicista, lei fotografa. Paul insegnò a Linda a suonare il piano e la incluse nel suo nuovo gruppo, i Wings. Ricordo che era un po’ goffa, ma sempre stupenda.
Ecco un pezzo che intitolava uno dei 33 giri che tutt’ora conservo. Era il 1983, ancora non andavo a scuola ed io ero un nano che cominciava a scoprire le cose belle della vita: la musica, la pscichedelia, gli acidi (il latte mi mandava il cervello in pappa) e la passera (quella che tenevo in gabbia e nutrivo con miglio e foglie di lattuga).
P.S.: bella la lapide, vero? ringrazio chi ha avuto quest’idea geniale e tutti coloro che mettono stronzate su internet; la rete senza certi personaggi sarebbe veramente noiosa.
Su Radio Elativo ci stiamo allargando. Stasera alle 22 avrà inizio un nuovo programma: Mosca Cieca, monografie, film e andeddoti sul mondo della pellicola. Il tutto sarà condotto da Hristic con la partecipazione del Sabia.
Il governo vacilla, la mia vita vacilla e le due cose non sono “del tutto” collegate. Userò il testo di una canzone a me cara per comunicare qualcosa. Non datemi del terrorista, please.
Il pezzo in questione è Last Exit degli zii Pearl Jam tratto da Vitalogy del ‘94, quando ancora ero un ragazzino coi capelli lunghi, quando Kurt Cobain si sparò un colpo di fucile in bocca. Oggi sono un ragazzino cresciutello con la barba (in fondo in fondo è un po’ da ragazzini scrivere i testi dei Pearl Jam sul proprio diario, lol.)
Lives opened and trashed…”Look ma, watch me crash”…
No time to question…why’d nothing last…
Grasp and hold on…hold tight and fast…
Soon be over…and I will relent…
Let the ocean swell, dissolve ‘way my past
Three days, and maybe longer, won’t even know I’ve left
Under your tongue…I’m like a tab…
I will give you what…you’re not s’posed to have…
Under my breath…I swear by sin…
For better or for worse…a best we began…
Let the sun climb, oh, burn ‘way my mask
Three days, and maybe longer, shed my skin at last…shed…shed…
Let the sun shine, burn ‘way my mask
Three days, and maybe longer, won’t ever find me here
Let the ocean dissolve ‘way my past
Four days, and not much longer…
Let my spirit pass…
Ooh…
This is, this is…
This is, this is…
This is, this is…
My…last exit
Così, senza preavviso, il 16 gennaio se la sono pensata e hanno fatto un live “aggratis”. La voce si è sparsa e ovviamente in troppi sono accorsi.
Il tutto è stato trasmesso in diretta su radiohead.tv.
Hanno suonato tutto In Rainbows e anche qualche classico.
Grandiosi come sempre.
Qualcuno di buona volontà ha messo tutto su YouTube tagliando il video per ogni pezzo suonato.
Ecco la playlist completa.
Oggi anch’io ho una “pillola del buongiorno”, anche se andare al lavoro di mattina non rende proprio la giornata bella. Prendendo esempio dal mio amico webfarmacista Mario e dal suo blog dedicato alle “pillole quotidiane contro la lontananza” (come ti capisco Mario) vi propongo una Fiona Apple in versione Beatles.