C’era una volta la civiltà (ovvero impressioni di fine 2007)

6:26 pm Filosofia Spicciola, Situazioni - Tags: ,

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La fine di questo 2007 è prossima ed è naturale tirare le somme dell’anno che va via e fare qualche considerazione sul futuro. Quest’anno è stato un po’ movimentato, soprattuto alla fine. L’amore c’è (ed è la cosa più importante), il lavoro c’è (anche se precario), la famiglia ha qualche problema, la salute un po’ vacilla, gli amici ci sono sempre, la musica c’è sempre. Tutto sommato non posso lamentarmi, ma non è da me accontentarsi. Sicuramente c’è chi sta peggio, ma c’è anche chi sta meglio (”semprepiùmeglioancoraassai”) a spese di chi sta peggio (discorso un po’ contorto, sorry).

Mi capita di guardare spesso i numeri e quello che vedo in questo momento non mi conforta affatto. È vero che sono numeri, ma dopo una vita che interpreto questi strani simboli sono convinto che qualcosa di vero e prevedibile in fondo ci sia. Se poi lasciamo stare i numeri e guardiamo la realtà possiamo solo pregare (credenti e non, me compreso). Quello che vedo è un paese in totale declino e soprattutto sfiancato. Siamo lo zimbello del mondo e il mondo in questo momento fa veramente pena (per non dire “cagare”). Le più importanti testate giornalistiche del sistema solare ci dipingono come una nazione vecchia e in degrado: questo è più vero della cacca dei cani.

Ci stiamo affossando, l’attuale classe politica e dirigente è vecchia. Le decisioni le prendono i vecchi sulle spalle dei giovani e i giovani prendono ordini da gente rimbambita con problemi di prostata che se la fa addosso (oltre a prenderla nel di dietro nonstante i problemi di prostata menzionati sopra).

Il 2008 non promette bene, lo dicono i fatti e i numeri. Ci saranno aumenti su tutto. Pasta e pane costeranno di più. La benzina, già alle stelle, costerà di più. L’energia si pagherà cara. La sanità sarà un miraggio. L’istruzione… istruzione? cos’è questa cosa?

Sento sempre più persone lamentarsi di non percepire lo stipendio da mesi nonostante stiano continuando a lavorare. Sento parlare sempre più di cause di lavoro, mancata sicurezza sul lavoro, mancanza di lavoro e mai di lavoro vero e proprio. Quando mancano i salari, la sicurezza, i diritti del lavoratore, e il lavoro stesso vuol dire che siamo alla frutta (che adesso costa pure tanto). Ben presto sentiremo un bel tonfo e nient’altro.

Forse è arrivato il momento di svegliarsi…

/me is now playing Radiohead - Weird Fishes/Arpeggi

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